Salvatore Sanfilippo, noto nell'ambiente informatico come antirez e creatore di Redis, ha espresso una posizione piuttosto articolata sulle capacità creative dell'intelligenza artificiale. Il suo punto di vista è particolarmente interessante in quanto, oltre ad essere un programmatore esperto, si dedica anche alla scrittura narrativa.
Secondo le sue osservazioni, l'IA può dimostrare una notevole competenza tecnica e combinare conoscenze appartenenti a settori diversi, ma può mancare di una visione complessiva del progetto: capire che cosa valga davvero la pena realizzare e quali scelte siano superflue.
E' un distinzione importante: il limite della IA non è necessariamente insita nella produzione di soluzioni, ma nella capacità di stabilire quale soluzione meriti di essere prodotta.
Quindi: l'IA può realizzare tecnicamente un'opera, ma è l'essere umano può stabilire quale opera vuole realizzare. Anche quando l'esecuzione tecnica è affidata alla macchina, il valore risiede nelle scelte che orientano la produzione.
Scrittura, composizione e programmazione condividono qualcosa di fondamentale: tutte impiegano linguaggi e grammatiche e richiedono di organizzare elementi interdipendenti. Per questo non considera sorprendente che i modelli linguistici siano efficaci in entrambi i campi.
E' l'essere umano, l'autore che stabilisce cosa si vuole realizzare e quale valore perseguire: contano il gusto, la selezione e la qualità delle scelte.
Per Sanfilippo insomma la capacità di produrre un'opera e la capacità di decidere quale opera meriti di essere prodotta sono due problemi distinti.
Le osservazioni di Sanfilippo si fermano qui. A noi il compito di considerare il ruolo dell'artista come soggetto sabotatore dei codici socialmente accettati, come soggetto consapevole di svolgere un ruolo di attore, attraverso il recupero dell'imperfezione, di valori specificamente umani, legati al rifiuto dell'esattezza: empatia, sofferenza, simbolismo, astrazione, rappresentazione onirica di un subconscio radicato negli impulsi più reconditi della nostra anima. Scenari in cui l'intelligenza artificiale può svolgere il ruolo di utile collaboratore, ma mai di soggetto principale.
Su questi binari ritengo debba muoversi la riflessione estetica della nuova stagione di arte digitale, i cui principi sono esplicitati nel concetto di Deformalismo.